Yoga e azione

Yoga”: unità e interdipendenza

Oggi più che mai abbiamo la riprova costante del fatto che tutto nel mondo è unità e interdipendenza. Oggi come non mai sappiamo non solo di ciò che accade sotto casa ma anche di quello che succede in ogni angolo del pianeta. Oggi conosciamo le ripercussioni negative generate dal nostro modo di vivere occidentale sugli ”altri da noi”, in luoghi vicini e lontani, che si tratti di “altri” uomini e donne o “altre” specie viventi.

Il Sûtra del Diamante recita:"Si dice che nel cielo di Indra esista una rete di perle disposta in modo tale che, osservandone una, si vedono tutte le altre riflesse in essa. Nello stesso modo, ogni oggetto nel mondo non è semplicemente se stesso ma contiene ogni altro oggetto e, in effetti, è ogni altra cosa."

Eppure paradossalmente, il rispetto tanto dei diritti umani - compresa la giustizia economica - quanto del pianeta terra, delle sue specie biologiche e dell'intero ecosistema, temi quotidiani e problemi sempre più pressanti, sono considerati distrattamente e relegati nell'angolo delle vite di molti.

Se è vero che - etimologicamente parlando - i praticanti di yoga sono persone che agiscono sulla base della consapevolezza che tutto e unito e interdipendente, allora questo deve essere motivo di riflessione e d'incoraggiamento all'azione. E siccome è sempre più evidente che, come dice il Sûtra del Diamante, ogni cosa è tutte le altre cose, non credo che l'aspirazione alla trasformazione interiore possa prescindere dall'impegno, per quanto modesto e alla portata di ciascuno, a migliorare le sorti del mondo, le nostre.

Credo che uno “yoga impegnato” (vedi post qui) possa fondarsi su tre fattori interdipendenti:

1. Informazione

Per fare alcuni esempi: Quanto conosciamo davvero le implicazioni complesse del nostro stile di vita occidentale per noi stessi, gli altri lontani da noi e per la terra?
Quanto conosciamo o ignoriamo le logiche che stanno dietro al sistema?
Abbiamo davvero coscienza di quanto il nostro pensiero sia dominato dai mezzi d'informazione e di acculturazione di massa, di quanto i nostri stili di vita siano asserviti alle lobby e ai centri di potere che ci stanno portando allo sfascio?
Conoscenza approfondita e autonomia di pensiero sono la nostra zattera nel fiume in piena del bombardamento di messaggi menzogneri che giorno dopo giorno ottundono le nostre menti.

2. Consapevolezza

Soprattutto, la consapevolezza dell'interdipendenza, la capacità di sentire che noi siamo legati agli altri e che loro sono legati a noi. Avere coscienza dell'unità.
“Tutto è unito e interdipendente”: il significato, l'essenza del termine “yoga” può diventare un mantra, un principio ispiratore, un pensiero reiterato, un assiduo frequentatore della nostra coscienza, qualcosa da sviscerare e assimilare nelle cellule.
Consapevolezza è sapere e sentire che, per quanto sia importante, non è sufficiente occuparsi del proprio equilibrio psicofisico. È sapere e sentire che se la mente individuale genera e plasma quella collettiva, è anche vero il contrario: la mente collettiva genera e plasma quella individuale. È vedere quanto il degrado della mente collettiva sia bisognosa di nutrimento positivo, non solo attraverso l'evoluzione dei singoli, ma anche attraverso azioni di respiro sociale, negli ambienti di lavoro, nelle scuole, nelle relazioni interpersonali.
Consapevolezza è ciò che ci consente di vedere. Ma se vediamo davvero, non possiamo non sentirci chiamati a rispondere.
 

3. Azione e responsabilità

Respons-abilità è, appunto, l'abilità di rispondere.
Abilità di mettere in campo scelte e azioni generate dalla consapevolezza, perché l'azione è l'altra faccia della consapevolezza, quella vera, che è sempre generativa di passi e cambiamenti concreti, grandi o piccoli che siano. Il mondo - cioè noi - ha bisogno di consapevolezza e di azione. La cosapevolezza senza azione - o senza la non azione come scelta, a seconda dei casi - è sterile.

Educare alla consapevolezza, nella famiglia e nella società, informarsi, sensibilizzare chi ancora non lo è ai temi urgenti di oggi, ricordare, riportare nel cuore questi temi a se stessi e a chi già li conosce. Fare la propria parte per proteggere l'ecosistema con scelte quotidiane attente, consumando in modo consapevole, fare resistenza rispetto agli abusi di potere, contribuire a far rispettare i diritti di tutti, magari anche solo cominciando a rispettare il vicino di casa (sarebbe già un primo passo per uscire dal proprio egocentrismo), sostenere scelte che favoriscano la pace e/o l'equità nella distribuzione delle ricchezze, tra gli individui e tra i popoli. Queste azioni concrete - che un occhio attento legge e traduce come applicazioni attuali e necessarie del messaggio contenuto nel testo di Patañjali, il riferimento più autorevole per ogni praticante di yoga - sono declinabili in mille modi diversi a seconda delle attitudini e delle possibilità di ciascuno.
Tutti possiamo fare qualcosa. Tutti siamo chiamati a rispondere.