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Life skills, competenze di vita

Life skills

Life skills, le competenze che servono davvero

Ecco le dieci competenze di vita (o life skills) che fanno la differenza: abilità decisionale, abilità nell'affrontare i problemi, pensiero creativo, pensiero critico, comunicazione efficace, competenza relazionale, autoconsapevolezza, empatia, gestione delle emozioni, gestione dello stress.

In India si racconta questa storia. C’era un barcaiolo che trasportava le persone da una riva all’altra di un grande fiume. Un giorno, durante la stagione delle piogge, un uomo colto e distinto si presentò al barcaiolo e gli chiese di essere trasportato dall’altra parte del fiume. Durante il tragitto, il passeggero chiese al barcaiolo: “Hai studiato i Veda?” Il barcaiolo rispose di no. Allora l’uomo replicò: “Hai perso un quarto della tua vita!” Dopo un po’, l’intellettuale chiese al barcaiolo: “Hai studiato il Vedanta?” Il barcaiolo scosse la testa. Allora l’erudito affermò che, per certo, il barcaiolo aveva perso metà della sua vita. Un po’ più avanti l’uomo chiese ancora al barcaiolo: “Hai studiato il Ramayana e il Mahabharata?” Il barcaiolo rispose: “No, signore, so solo remare da una parte all’altra del fiume!” Allora di nuovo l’uomo colto sentenziò: “Hai perso tre quarti della tua vita!”
Improvvisamente, una rovinosa tempesta si abbatté sulla barca. Il fiume si ingrossò velocemente, la corrente si fece impetuosa e la barca cominciò a fare acqua. Il barcaiolo gridò al suo passeggero: “Signore, sa nuotare?” “No!” gridò l’altro. Allora il barcaiolo esclamò: “Sono desolato, signore! Lei ha perso tutta la sua vita!”

Yoga: risveglia i tuoi potenziali

Raggiungere nuove meteUna definizione di "yoga"

Il cammino dello yoga è un processo di espressione del nostro potenziale. Risvegliare le nostre parti latenti o atrofizzate ci dota di nuove energie e ci rende più felici. La felicità non è qualcosa che ci viene dato, è un dovere quotidiano.

La Chandogya Upanishad  definisce lo yoga come un processo che consiste nell’andare dove non si era ancora andati, nel realizzare qualcosa di nuovo: “Yoga è raggiungere nuove mete”.
In questo senso, yoga è superare i limiti di oggi, sperimentarci in ciò che oggi non sappiamo fare o crediamo di non saper fare. È andare oltre le nostre convinzioni limitanti o le nostre paure. È  tendere verso il meglio, aspirare a ciò che ci fa evolvere e ci fa stare bene. Con un impegno rilassato, senza creare forzature, ma senza nemmeno metterci troppo comodi.      

Pratica viniyoga. Respiro e âsana

Pratica viniyoga. Respiro e âsanaLe implicazioni del respiro

Perché nella pratica viniyoga respiro e âsana vengono considerati inscindibili? Perché il respiro gioca un ruolo così importante nella pratica di âsana?
Il ritmo e l’andamento del respiro di ciascuno di noi varia in funzione dei bisogni dell’organismo: si modifica a seconda che il corpo si trovi in condizioni di riposo o sotto sforzo, oppure in risposta ai mutamenti nell’equilibrio acido-basico del sangue, e così via.

Ma il respiro non cambia soltanto sulla base di ciò che accade al corpo. Si modifica anche al variare delle condizioni mentali e degli stati emotivi di ciascuno di noi.

Essere in cammino o raggiungere la meta?

il valore del cammino

Il valore del cammino

E' un atto di saggezza e di generosità verso te stessa/o: chiediti dove stai andando e ricordati la tua meta, lungo il tuo cammino. Magari anche rovistando tra riflessioni e parole di un pensatore o di un poeta. 
E' qualcosa che ti devi.

È davvero strano. In una camminata in montagna abbiamo sempre bene in mente la nostra meta e la perseguiamo con attenzione.
Nella nostra vita no.
Sembriamo, a volte, prede distratte di esche luccicanti e vuote, girovaghi svogliati in una città dalla quale non ci aspettiamo nulla o non sappiamo cosa prenderci.

Come scrive Kavafis in una poesia bellissima, Itaca, il senso, il valore del tuo cammino sta nel cammino stesso. E nel modo di percorrerlo.

Life skills. Creatività

life skills creativita

La creatività non è solo prerogativa degli artisti, né è qualcosa che si esprime soltanto nelle opere d’arte: è una delle life skills più importanti, una qualità che può rendere più ricco e appagante il nostro quotidiano. Per quanto sia tipica di una determinata struttura di personalità, la creatività può essere sviluppata da chiunque. 

Yoga e Viniyoga

Negli antichi testi dell’India conosciuti come Upanishad, il termine “viniyoga” viene utilizzato per esprimere concetti come  “offerta” o “dono”. Nello stesso spirito, Patañjali ha ripreso questo termine e lo ha utilizzato nello Yoga-Sûtra per indicare un’applicazione dello yoga che fosse completa e specifica insieme e, in particolare, rispettosa dell’individuo.

Chiunque voglia fare un dono a un amico, per trovare qualcosa di adatto e gradito, pensa a lui, ai suoi gusti, a cosa gli piacerebbe, alle sue caratteristiche, ai suoi bisogni. Questo atteggiamento descrive lo spirito viniyoga. Per proporre una pratica utile ed efficace, un insegnante presta attenzione al suo allievo, lo ascolta, lo osserva e gli propone tecniche psicofisiche e/o orientamenti per la vita quotidiana “su misura”, personalizzati. È per questo che tradizionalmente l’insegnamento dello yoga veniva trasmesso individualmente.

Counseling, yoga, evoluzione

Vincent Van Gogh, seminatore al tramonto

Evoluzione. La visione della psicologia umanistica e del counseling

Secondo il postulato della psicologia umanistica, ognuno di noi è abitato da una natura interiore - unica e irripetibile - orientata verso l' evoluzione positiva. Ognuno di noi tende verso il dispiegamento dei suoi potenziali e ad immagine del seme che porta al suo interno il progetto del fiore o dell’albero, ciascuno di noi ha in sé ciò che è necessario alla sua autorealizzazione. Nella sua dinamicità costruttiva, la spinta all’ evoluzione non cessa mai di esistere e di operare. Quando viene contrastata da eventi sfavorevoli ne risente, si indebolisce o si distorce, ma non si spegne mai del tutto. Per operare positivamente, questa tendenza evolutiva necessita del sostegno di condizioni favorevoli. Condizioni facilitanti sono per esempio un buon accudimento da parte dei genitori durante l’infanzia, o, successivamente, l’amore e il sostegno di un buon compagno, o più in generale un ambiente sociale favorevole, una sufficiente soddisfazione di necessità fondamentali quali il bisogno di sicurezza, di appartenenza e di stima, e ancora l’ampliamento della propria conoscenza, la possibilità di ascoltare la propria voce interiore e di fare scelte congruenti con i propri valori…

Psicosintesi

Psicosintesi

Cos'è la psicosintesi

La psicosintesi è un modello psicologico nato agli inizi del novecento per opera dello psichiatra veneziano Roberto Assagioli. Nata dai presupposti della psicanalisi freudiana, questa particolare ‘concezione dinamica della vita psichica’, come la definì il suo ideatore, se ne è poi discostata per aprirsi agli orientamenti della psicologia umanistica, esistenziale e transpersonale.

Ricca di contributi di numerose correnti psicologiche occidentali, ma anche di apporti delle filosofie e delle discipline orientali, questa specifica visione dell’uomo e dell’esistenza vede l’individuo come un’unità di componenti biologiche, psicologiche e spirituali e mira ad affiancare e a sostenere la naturale spinta all’autorealizzazione psico-spirituale attraverso un processo consapevole d’integrazione e armonizzazione della personalità e di apertura al Sé transpersonale.

Praticare la consapevolezza. Il corpo che medita

La consapevolezza nel corpo

L’attenzione e la consapevolezza sono prerogativa esclusiva della mente? Lo yoga sostiene ovviamente di no. Lo stato di concentrazione riguarda l’interezza di mente-corpo. Prima di parlare della concentrazione, lo Yoga-sûtra espone i principi delle pratiche corporee (âsana) e respiratorie (prânâyâma): prende in considerazione il corpo e il respiro, perché consapevolezza, concentrazione e calma della mente sono legate al rilassamento del corpo e alla tranquillità del respiro.

Presenza mentale: incontrare la vita

Presenza mentale, essere qui, ora

Lo yoga descrive l’applicazione dell’attenzione come un processo che viene affinato per tappe, in particolare attraverso tre livelli progressivi. Il primo viene chiamato dhâranâ: la sua radice dhri significa, tra le altre cose, tenere. Se si vuole tenere in mano qualcosa, non si può tenere qualcos’altro allo stesso tempo, occorre posare quell’altro. Non si può essere attenti a più cose contemporaneamente, a meno che la mente non si muova velocemente da un oggetto all’altro, ma, nella maggioranza dei casi, questo non è l’impiego più efficace della mente. L’attenzione al momento presente implica quindi che, temporaneamente, i pensieri riguardanti il passato e il futuro non interferiscano.

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